Sempre sull’agenda setting…

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Sempre sul tema dell’agenda setting, vi consiglio un articolo presente sul blog di Nicola Mattina dal titolo:
Agenda setting: la frontiera del giornalismo partecipativo
Da quando l’espressione agenda setting è entrata nel lessico corrente, sono stati condotti circa 400 studi su questo argomento e molti di questi supportano la tesi per cui l’agenda dei media (ossia ciò che i media ritengono meritevole di attenzione) influenza l’agenda pubblica (ovvero ciò di cui la gente discute). In altri termini, i mass media sono (o, volendo essere più cauti, sembrano) in grado di ispirare il dibattito pubblico suggerendo quali sono gli argomenti di cui vale la pena discutere o meno. Questo fenomeno diventa particolarmente evidente in occasione delle campagne elettorali, quando i candidati cercano di impostare l’argomento di discussione a loro più favorevole e si prodigano per usare i media come cassa di risonanza e strumento di endorsment. Si pensi alle ultime elezioni politiche, quando la Cdl è riuscita a impostare la discussione costringendo l’Unione a mettersi sulla difensiva sul tema delle tasse: Prodi ha risposto cercando di alzare il tono della discussione a un livello più “alto” con il suo invito a tornare a sognare, ma l’operazione gli è riuscita solo in parte perché il dibattito è rimasto per lo più sul greve grazie al cavaliere.
Sarà così anche nel 2011? In parte sì, ma tra cinque anni è probabile che anche in Italia, i consumatori di informazione si siano spostati verso le versione on line dei giornali. Negli Stati Unti, il sorpasso è già stato segnalato dal New York Times e da altre testate.

Il resto dell’articolo potete leggerlo quì

Dell’agenda setting non parliamo solo noi!

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Dell’ agenda setting non parliamo solo noi!
A riprova che il tema trattato nel documentario suscita interesse ecco il link ad un interessante articolo, presente nel blog “Mainorario“.

In un post dice: Qual’è la differenza tra l’andare ad un concerto e il vederlo in televisione? Tra il fare un viaggio in Uganda o vedere un documentario?Tra leggere di un condannato a morte o conoscerlo di persona?
I mass media hanno cambiato il rapporto fra l’individuo e ciò che gli sta intorno, dilatando all’inverosimile il campo visivo che egli ha del mondo. Oggi l’uomo conosce ed è interessato a cose che senza i media non potrebbe neanche immaginare: “abbboriggeno, ma io e te…che cazzo se dovemo dì?!”

Geniale!
Sei tutti noi!


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