Vincitori morali

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stor_10458359_175901.jpgUno spoglio elettorale lungo e giocato sul filo dei voti, in una giornata ventosa e piovosa, ha tenuta desta l’attenzione di Gaeta per tutta la giornata di ieri. Il voto si è ripartito in maniera disgiunta e sorprendente. Andranno al ballottaggio, il 10 e 11 giugno, il candidato del centrodestra ed ex sindaco Massimo Magliozzi (37,13%) e il candidato civico outsider Antonio Raimondi (28,29%). Bruciante sconfitta al fotofinish per il candidato di centrosinistra Pasqualino Magliuzzi (26,91%). In coda gli altri due candidati: Leandro La Croix di Autonomi di centro / Dc (5,26%) e Antonio Lieto di Progetto Gaeta (2,41%). Non ho notizia di voti arbitrariamente attribuiti al sottoscritto non-candidato ma non posso che dichiararmi comunque vincitore morale di queste elezioni. Entrambi i candidati che si contenderanno al secondo turno la guida di Gaeta avevano dichiarato nei giorni scorsi che sarebbero stati disposti a farsi da parte in caso di una mia dirompente candidatura. Inoltre l’analisi dei dati elettorali dimostra le nostre tesi sulla società liquida, sulla crisi dei partiti e sull’impulso di rinnovamento. Comunque vada, abbiamo conquistato Gaeta.

>> Dati Comune Gaeta sindaci - liste - preferenze (pdf)

Elezioni Gaeta, dati e risultati

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>> Ministero dell’Interno: risultati in tempo reale
>> Ministero dell’Interno: i dati dell’affluenza
>> Il sito del Comune di Gaeta con i dati dalle sezioni

Diario elettorale

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>> L’antipolitica (19/05)

>> Lo spettacolo (21/05)

>> La legalità (23/05)

>> Sindaci ed eroi (26/05)

Con spirito curioso o interessato, in molti si affollano intorno alle elezioni gaetane. La ridente cittadina tirrenica, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, è una selva di telecamere grandi e piccole, telestreettari e bloggers, opinionisti da bar e veterani. Il regista del film sugli “Spaghetti spin doctors” e sulla mia candidatura virtuale, il romano Daniele Di Veroli, camminando tra una piazza e l’altra, mi dice che si aspettava una campagna più strapaesana e invece no, “qui si fa molto sul serio, gli stessi aspetti di comunicazione dei candidati sono molto curati e bene organizzati, ma al tempo stesso si respira un’aria pesante, alcuni parlano di intimidazioni in vista del voto, altri parlano del pericolo della camorra sulla città, e in tutto ciò di ideali politici se ne vedono pochi”…

Ops, il candidato è finto (ma sta sul giornale)

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504525166_b23f2b1dc3_m.jpgGrazie al sottoscritto candidato che non esiste, finalmente oggi - a una settimana dal voto - la campagna elettorale gaetana conquista i media nazionali. Il settimanale “Io Donna” del Corriere della sera, grazie a un articolo di due pagine a firma di Antonella Bersani, rivela ai suoi numerosi lettori com’è che volevamo conquistare il municipio della ridente cittadina tirrenica. “La sceneggiatura di quanto avverrà nel fine settimana elettorale nel borgo laziale è già scritta. Il ventitreenne Di Ciaccio è infatti un candidato virtuale, che si è divertito a sperimentare la comunicazione politica sui suoi concittadini organizzando una finta campagna elettorale” eccetera eccetera. C’è tutto: il gergo politichese, il gemellaggio con Obama, le primarie per eleggere la first lady. Ma va ricordato anche che dietro tutto ciò c’è un progetto che si chiama “Spaghetti Spin Doctors” con un regista al lavoro. Inoltre un paio di precisazioni: l’associazione Ops è di Roma e l’unico gaetano del gruppo è il sottoscritto Di Ciaccio, ormai già ventiquattrenne. Comunque oggi il Corriere è andato a ruba nelle edicole gaetane. La campagna è turbata.

>> LEGGI L’ARTICOLO DI “IO DONNA” DEL 17/05/07 IN PDF

Di Ciaccio “Uomo dell’anno”

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Tra Di Ciaccio e Robin Williams, ci sono molte affinità, infatti se il noto comico americano è riuscito ad ad espugnare la Casa Bianca, il nostro candidato Luca Di Ciaccio, avrebbe potuto essere a capo della città di Gaeta!
este_10162045_21490.jpgCosa accadrebbe se un comico di professione diventasse - a causa di una folle disfunzione nel voto elettronico - presidente degli Stati Uniti? E’ a questo scenario, ovviamente paradossale, che si ispira uno dei film più attesi, tra quelli in uscita nel week end: si chiama L’Uomo dell’anno, ha come protagonista il mattatore Robin Williams, e come regista Barry Levinson. Un autore che di rapporti tra politica e showbiz se ne intende, visto che ha già diretto Good Morning, Vietnam e Sesso e potere.
Un tentativo, insomma, di coniugare due universi in apparenza inconciliabili: l’umorismo e il governo della nazione.
Da una parte il lazzo, lo sberleffo; dall’altra, la responsabilità di guidare la superpotenza mondiale. Un mix che sbarca nelle sale in un fine settimana.
(Repubblica.it 17/05/2007)

La vera storia di un finto candidato sindaco

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cand.jpgEcco cosa succede con la politica. Appena ti candidi alle elezioni, diventi un altro. Cioè tu sei sempre lo stesso, ma gli altri già ti vedono un altro. Stampato su un santino, chiamato di spalle, assalito all’improvviso. E come se non bastasse ti trovi a fare discorsi, a visitare case del popolo, a fare promesse. Ti trovi a fare delle cose che non avresti voluto mai. Per quante ne schivi, per quanto cerchi di mantenere una dignità e un attaccamento a quello che eri prima, comunque per tutti diventi un altro. Quello è il tuo lavoro. È per questo che non avrei mai pensato di farlo. Ma poi nella vita, va a sapere. È come con il teatro. Pensi di non poterti mai trovare su un palco a recitare, davanti a tutta quella gente, arrossiresti come minimo, ma poi un giorno per caso ti ci ritrovi e scopri che ti piace, che ci stai perfino bene. È tutta una recita ma ci stai comodo. D’altronde, vi pare così decisiva la differenza? Ma quale teatrino della politica. Magari. È molto di più. È un teatrone semmai, un teatrone ormai, come scrisse il giornalista Filippo Ceccarelli in un suo memorabile libro su “come lo spettacolo ha preso il potere”. E non si torna indietro.

Su quel palco mi ci sono messo a saltellare per un po’ nella ultime settimane, qui nel paesone gaetano in campagna elettorale. Molti lo ricorderanno: quello con le braccia alzata su quei strani manifesti elettorali blu. “Un marziano? - si chiedevano - Non lo so però ci sto”. Gli adesivi da collezione, qualcuno se li sarà conservati, si spingevano persino oltre. “Un marziano?”. “Mio cugino quello strano?”. “Flavia Vento?”. Altri ricorderanno i video diffusi su internet e sulla tv di strada della mia discesa in campo. Oppure quello in cui si convocano le primarie della first lady, “per tutte voi donne, tutte e tutti voi che vi sentite donne”. Qualcuno forse sarà passato dall’eclettico party elettorale in quel di Roma, in un surreale gemellagio tra la mia candidatura e quella americana di Barak Obama, tra tielle e ciambelle. Non mancava nulla: il casting per i candidati era già pronto, il team di autori per il documento programmatico pure, il televoto di scambio per vincere i sondaggi c’era, il trucco era giusto, l’audience era già alta. Ricordate? Il nome di questa scombiccherata e sospessa operazione era (e - badate bene - è ancora): Spaghetti Spin Doctors. Io ci ho messo la mia faccia e qualche idea, dietro di me c’era una banda di comunicatori politici di mestiere e un regista, al lavoro su un format che provasse a racontare i nuovi linguaggi della politica di questi tempi. Nessun gaetano nel gruppo, tranne il sottoscritto. D’altronde, come cantava quello, ognuno è figlio del suo tempo, ognuno è complice del suo destino. Il punto infatti è questo: ma come sono arrivati gli attori nella campagna elettorale del nostro Municipio? [continua]

Propaganda da collezione!

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Finalmente, nella sezione Multimedia del blog del Candidato, sono disponibili i materiali della propaganda “LDC per Gaeta”. Guardate e scaricate gli adesivi e il manifesto più ricercati della campagna gaetana!

Spaghetti, marziani e manifesti

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spaghetti_gaeta.jpgVerso le due, nella luce accesa del pomeriggio, sto seduto attaccato al finestrino laterale della macchina. Testa di fuori e mani aperte. Un apposito spin doctor mi regge le gambe dentro l’abitacolo. Un altro, ovviamente, guida e se la ride sotto la barba. Un altro nel sedile posteriore urla slogan nel megafono che spunta dal finestrino, per legge non può dire di votare ma rispondere ai sondaggi si, quello si può. Altri spin doctors ci sorpassano nella corsia del lungomare, e riprendono tutto con la telecamera. Il paesone gaetano sonnecchia dietro le finestre. E’ un film? E’ politica? E’ una bieca operazione senza pudore? “Bravi, mi piacciono queste cose alla Orson Wells” ci rassicura Antonio, brigante della tv di strada. “Accipicchia!” aggiungo io. I manifesti, pochi, quasi da collezione, li avevamo fatti apparire nella notte. Di fronte al mare increspato, davanti al municipio ignaro, nel mezzo del corso da strusciare. “Un marziano? - si chiedevano - Non lo so però ci sto”. Gli adesivi si spingono persino oltre. “Un marziano?”. “Mio cugino quello strano?”. “Flavia Vento?”. Non sappiamo come andrà a finire, ma i miei Spaghetti Spin Doctors me lo dicono chiaro: gli elettori gaetani - ahiloro - sono divisi, o mi amano o mi odiano, come le Superga. Pure Civitina, leggendaria vestale di una pensioncina abbarbicata sulle salite del borgo medievale, posto monacale e peccaminoso insieme, antico soggiorno della moglie del gerarca nazista Kappler ai tempi del soggiorno carcerario al castello di Gaeta, albergo monostella a metà tra la pensione dell’Ispettore Lo Gatto e la scena di un film di Lynch, perfino Civitina insomma è al corrente della nostra ardita operazione. Per quanto con un certo disappunto, dacché gli Spaghetti spin doctors l’hanno fatta stare sveglia ad aspettarli fino alle tre. “Ma allora siamo senza pudore?” chiedo io. “Si” mi rispondono. Non c’è una percezione diffusa dei limiti del buon gusto, grazie a dio. Di sera, al party elettorale gemellato con Obama, fioccano tielle, ciambelle, birra. Non so se appellare i convenuti come amici o come compagni o come cari. E così opto per un sempre attuale “concubini e concubine”. Gli applausi non mancano. Si candidano first ladies di ogni genere e gender. Gli adesivi vanno a ruba. Per le magliette si accettano ordinazioni. Più popolari e populisti che mai. “Ma fammi capire - mi dice un mio amico - mica dovrò crederci?”.

Un marziano? A Gaeta?

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LDC Per Gaeta offre il televoto di scambio

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manifesti3.jpgNon ci facciamo mancare nulla, e così adesso pure la campagna elettorale gaetana ha cominciato a combattersi a colpi di sondaggi. Anche noi, nella provincia sudpontina, entriamo a pieno titolo nella Repubblica democratica e mediatica fondata sul sondaggio. Insomma: si danno i numeri. A spiegare che vinco io, anzi no sta rimontando quell’altro, che si trionferà al primo turno o che la si spunterà al ballottaggio, e che insomma la verità è sempre diversa, diversa da come la dipingono gli altri. D’altronde l’uso dei sondaggi può rispondere a precise strategie: non più numeri che certificano ma numeri che orientano, sfornati e divulgati non tanto per sondare il terreno quanto piuttosto per scaldarlo in vista della cavalcata trionfale. Sondaggi più importanti delle opinioni che rilevano. Utilizzati per orientare - invece che per capire - le idee. Per costruire - invece che per rappresentare - la realtà sociale. Ve lo ricordate, per dire, il famoso “sondaggio americano” di Berlusconi un anno fa? A Gaeta: ha cominciato l’ex sindaco Magliozzi, di Forza Italia: “I sondaggi ci danno tra il 58 e il 63% se la Cdl va unita alle elezioni”. E subito ha controbattutto Raimondi, il più quotato degli outsiders con una sua lista civica: “Fermo restando che non ci credo, ma sondaggi dell’autorevole Doxa mi danno al ballottaggio”. Sul portale Telefree subito si è sbizzarrita una guerra di numeri e cifre, a metà tra la demoscopia e lo scopone scientifico.

Ebbene, a questo punto lo diciamo: anche noi di Spaghetti Spin Doctors crediamo nei sondaggi. I nostri in particolare. Siamo sicuri di vincere e di conquistare Gaeta. Autorevoli fonti ce lo potrebbero confermare. Decine e decine (ovviamente per cento) di elettori sono disposti a dichiarare il voto per Di Ciaccio Sindaco. A farsi simulacro e paravento di questa democrazia in mano ai maghi. E dunque, poiché il voto di scambio è reato ma il televoto ancora no, noi di LDC Per Gaeta siamo disposti a offrire pacchi di pasta, scarpe spaiate, rolex plastificati e finanche incarichi di catalogazione musicale presso la collezione di dischi a casa mia a tutti coloro che dichiareranno a Di Ciaccio Sindaco il loro voto a tutti coloro che lo contatteranno per conto di istituti di sondaggi. Votate e fare votare Di Ciaccio, conquistate la teledemocrazia a base di sondaggi, perché il popolo non può aspettare il voto, gli basta il televoto!


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