Gaeta diventa un “caso politico”?
Spaghetti Notizie No Comments »Articolo di Sandra Cervone su Il Messaggero, cronaca di Latina. “La città - e questo è il vero messaggio da cogliere - vuole «risorgere», ovvero «tornare a contare» su uno «sviluppo possibile per tutti» e sulla «libertà di autodeterminare il futuro». Chi non ha capito questo è stato battuto doppiamente poiché non è stato in grado di capire la direzione effettiva del “vento” che soffiava forte e voleva travolgere tutto. Un «terremoto positivo» per chiedere con insistenza un «ringiovanimento» della politica, sia dal punto di vista anagrafico che di metodi. Ha ragione Raimondi quando dice che, a vincere, non è stato lui, ma Gaeta: perché è scesa in piazza, perché ha sfidato i poteri forti, perché ha saputo dire «basta» ma anche gridare a voce alta le proprie istanze. Questo è il “caso Gaeta” da studiare e da capire, il “modello” da vagliare ed eventualmente da esportare in altre realtà. Gaeta “laboratorio” politico, dove a vincere sono stati innanzitutto l’affluenza alle urne ed il senso delle istituzioni. Cos’ha fatto Raimondi se non risvegliare nei più la voglia di partecipazione e di impegno attivo? E’ su questo che debbono interrogarsi i partiti tradizionali invece di cercare capri espiatori al di fuori dei propri confini. La folla che, dopo l’esito del ballottaggio, urlava «liberi! liberi!» non aveva altri registi che i cittadini stessi”.



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Mancano due giorni alla chiusura definitiva della lunga campagna elettorale gaetana. Il clima in città si è fatto piuttosto teso, e i due avversari sono ai ferri corti. Intanto Telefree.it ha organizzato una serie di confronti tra i due candidati al ballottaggio delle elezioni gaetane, Magliozzi e Raimondi. A moderarli sono stati chiamati vari giornalisti e freelance dell’informazione locale. Il sottoscritto ha avuto il compito di chiudere la serie. Gli ho chiesto qualcosa sull’economia, sulla redistribuzione sociale (su cui la giunta Magliozzi ha operato in maniera come minimo opaca) e sugli immancabili primi cento giorni di governo. 











