Uffici elettorali al lavoro

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Ancora una settimana prima della presentazione delle candidature a sindaco e delle liste di candidati per l’elezione del consiglio comunale nelle mani del segretario generale del Comune di Gaeta Alessandro Izzi. [continua su Telefree.it]

La geografia mobile del Paese provinciale

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sindaci.jpgArticolo di Ilvo Diamanti su Repubblica di oggi. Siamo un Paese instabile. Non solo dal punto di vista politico. Non solo dal punto di vista psicologico. Ma anche geografico. La nostra mappa: sta cambiando rapidamente sotto i nostri occhi. Senza un disegno istituzionale. Senza un progetto territoriale. Sulla spinta di iniziative politiche e popolari diffuse. Che spostano i confini delle regioni e delle province, la collocazione dei comuni. Così, un anno dopo l’altro, scopriamo una geografia diversa. […] Negli ultimi dieci anni, infatti, si è determinato uno squilibrio crescente fra i compiti (sempre più ampi) e le risorse (sempre più scarse) dei governi locali. Fra le aspettative dei cittadini e le reali possibilità di risposta dei sindaci e dei governatori. I quali, attraverso questi “movimenti”, tentano, dunque, di guadagnare consensi. Oppure di deviare i dissensi (e l’insoddisfazione dei cittadini) in altra direzione. Su altri bersagli. Lo Stato centrale; ma anche le Regioni. Incapaci di garantire loro le prestazioni e i benefici che, altrove, potrebbero ottenere.

Mezzo milione di italiani vive di politica

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In Italia o vinci la lotteria o ti butti in politica. Il risultato è lo stesso: una vita al riparo dalle difficoltà economiche. Questo devono aver pensato gli oltre 400mila cittadini che oggi vivono di politica: deputati, assessori, consiglieri locali e consulenti. Un esercito, che costa caro alle casse dello Stato: oltre tre miliardi di euro, all’anno. A lungo la politica ha promesso interventi d’austerity. Ora ci prova Romano Prodi e il suo ministro per l’Attuazione del programma, Giulio Santagata, che annunciano un disegno di legge ad hoc, entro fine maggio. «I costi della politica - ha detto il premier - sono esplosi». [articolo di Repubblica, continua qui]

Lettera da Sabelli. “Verso nuove mete”

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Lettera al candidato, di Claudio Sabelli Fioretti sul suo blog. “Caro LDC, o viene fuori qualche intercettazione (telefonate con un trans-torinese o anche con trans-trentino andrebbero benissimo) oppure avrà difficoltà a farsi eleggere sindaco di Gaeta. Non potrebbe confessare qualche tangente? Non potrebbe tentare di comprare il Corriere della Sera (se non tutta l’azienda almeno una copia)? Non potrebbe picchiare a sangue un tifoso del Manchester? Ma i suoi spin doctors che cosa le dicono?”

La risposta. “Caro Sabelli, la scorsa settimana ho deciso di sondare personalmente il terreno della campagna gaetana. Abbiamo distribuito manifesti e adesivi da collezione (si possono vedere qui) che hanno lasciato i passanti della ridente cittadina colmi di fascinazione e stupore. In essi veniva sottolineata la mia figura aliena alle dinamiche politiche e alle ciance locali: “Un marziano?”. “Mio cugino quello strano?”. “Flavia Vento”. Alla fine mi sono arrivate pure insistenti offerte di candidatura da parte di altre liste. Sabato scorso, al party elettorale gemellato con Obama, ho lanciato, con successo, il Comitiva Day alternativo al Family Day. I miei spin doctors comunque dicono: “Bazzecole, noi vogliamo conquistare la terra!””.

Propaganda da collezione!

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Finalmente, nella sezione Multimedia del blog del Candidato, sono disponibili i materiali della propaganda “LDC per Gaeta”. Guardate e scaricate gli adesivi e il manifesto più ricercati della campagna gaetana!

Spaghetti, marziani e manifesti

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spaghetti_gaeta.jpgVerso le due, nella luce accesa del pomeriggio, sto seduto attaccato al finestrino laterale della macchina. Testa di fuori e mani aperte. Un apposito spin doctor mi regge le gambe dentro l’abitacolo. Un altro, ovviamente, guida e se la ride sotto la barba. Un altro nel sedile posteriore urla slogan nel megafono che spunta dal finestrino, per legge non può dire di votare ma rispondere ai sondaggi si, quello si può. Altri spin doctors ci sorpassano nella corsia del lungomare, e riprendono tutto con la telecamera. Il paesone gaetano sonnecchia dietro le finestre. E’ un film? E’ politica? E’ una bieca operazione senza pudore? “Bravi, mi piacciono queste cose alla Orson Wells” ci rassicura Antonio, brigante della tv di strada. “Accipicchia!” aggiungo io. I manifesti, pochi, quasi da collezione, li avevamo fatti apparire nella notte. Di fronte al mare increspato, davanti al municipio ignaro, nel mezzo del corso da strusciare. “Un marziano? - si chiedevano - Non lo so però ci sto”. Gli adesivi si spingono persino oltre. “Un marziano?”. “Mio cugino quello strano?”. “Flavia Vento?”. Non sappiamo come andrà a finire, ma i miei Spaghetti Spin Doctors me lo dicono chiaro: gli elettori gaetani - ahiloro - sono divisi, o mi amano o mi odiano, come le Superga. Pure Civitina, leggendaria vestale di una pensioncina abbarbicata sulle salite del borgo medievale, posto monacale e peccaminoso insieme, antico soggiorno della moglie del gerarca nazista Kappler ai tempi del soggiorno carcerario al castello di Gaeta, albergo monostella a metà tra la pensione dell’Ispettore Lo Gatto e la scena di un film di Lynch, perfino Civitina insomma è al corrente della nostra ardita operazione. Per quanto con un certo disappunto, dacché gli Spaghetti spin doctors l’hanno fatta stare sveglia ad aspettarli fino alle tre. “Ma allora siamo senza pudore?” chiedo io. “Si” mi rispondono. Non c’è una percezione diffusa dei limiti del buon gusto, grazie a dio. Di sera, al party elettorale gemellato con Obama, fioccano tielle, ciambelle, birra. Non so se appellare i convenuti come amici o come compagni o come cari. E così opto per un sempre attuale “concubini e concubine”. Rilancio nuove forme di convivenza proponendo l’istituzione di un registro comunale delle comitive. Gli applausi non mancano. Si candidano first ladies di ogni genere e gender. Gli adesivi vanno a ruba. Per le magliette si accettano ordinazioni. Più popolari e populisti che mai. “Ma fammi capire - mi dice un mio amico - mica dovrò crederci?”.

Il Candidato che ci piace

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“Le loro vite sono piene di contraddizioni e ambiguità. E poiché la politica sembra parlare così poco di quello che stanno passando - ben sapendo che oggi la politica è un affare e non una missione, e quello che viene spacciato per dibattito è poco più che spettacolo - si chiudono in se stessi, via dal rumore, dalla rabbia e dalle ciance senza fine. Un governo che rappresenti davvero questi americani - che sia davvero al loro servizio - richiederà un diverso tipo di politica, che rifletta le nostre vite così come vengono realmente vissute. Non sarà preconfezionata, pronta all’uso. Dovrà essere costruita basandosi sul meglio delle nostre tradizioni e tenendo conto degli aspetti più oscuri del nostro passato. Avremo bisogno di capire come siamo arrivati a essere quelli che siamo, a questa terra di fazioni in guerra e odi tribali. E avremo bisogno di ricordare a noi stessi, a dispetto delle nostre differenze, quanto condividiamo: speranze e sogni comuni, un legame che non si spezzerà”. (dal libro di Barak Obama, candidato alle primarie dei Democratici americani, “L’audacia della speranza”).

Un marziano? A Gaeta?

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