Dopo il primo turno elettorale a Gaeta, analisi di Sandra Cervone su Il Messaggero: Proseguono, a Gaeta, i postumi della sbornia elettorale. O della batosta. O, se preferite, della “rivoluzione dal basso” che ha interessato la città, sbalzando partiti e movimenti di centrodestra e centrosinistra dai troni conquistati negli anni. Le valutazioni dei risultati sono ancora troppo imbevute di rancore e sorpresa per essere ponderate e moderate. Le “accuse” reciproche, interne ed esterne agli schieramenti tradizionali, non permettono, pertanto, la giusta serenità. Eppure quel “vento nuovo” che stava per travolgere argini e fortini, era stato avvistato da mesi. Puntualmente sottovalutato o snobbato. Il vento della rinnovata voglia di partecipazione che ha portato alla formazione di tanti (troppi?) movimenti politici e liste civiche, solleticando la curiosità e favorendo il “sogno” di tanti. Sogno di migliorare Gaeta o di arrivare al Palazzo? Poco importa: l’importante era posizionarsi ai nastri di partenza e gareggiare…”.