In mezzo al faccia a faccia

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conf.jpgMancano due giorni alla chiusura definitiva della lunga campagna elettorale gaetana. Il clima in città si è fatto piuttosto teso, e i due avversari sono ai ferri corti. Intanto Telefree.it ha organizzato una serie di confronti tra i due candidati al ballottaggio delle elezioni gaetane, Magliozzi e Raimondi. A moderarli sono stati chiamati vari giornalisti e freelance dell’informazione locale. Il sottoscritto ha avuto il compito di chiudere la serie. Gli ho chiesto qualcosa sull’economia, sulla redistribuzione sociale (su cui la giunta Magliozzi ha operato in maniera come minimo opaca) e sugli immancabili primi cento giorni di governo. Si può vedere qui.

Spaghetti elettorali del 2° turno

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Grazie alle telecamere di Telefree.it, ancora una volta il “non candidato” a confronto coi candidati veri al ballottaggio delle elezioni gaetane. Qui con Raimondi che accusa l’avversario di essersi ripreso indietro il santino che gli aveva regalato nel corso dell’ultimo duello tv. Qui con Magliozzi che mi consiglia di riprovarci ancora e promette al suo antagonista di regalargli le tipiche “palle ciotte” di una pasticceria gaetana.

Conosco un uomo che ce la può fare

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20070510_173155_1130.jpgAnthony l’Americano vuole fare il sindaco in una ridente cittadina tirrenica, e ci crede molto. Credeva un po’ pure in me quando sono sceso in campo, ed è uno dei motivi per cui gli sono affezionato. “Siamo in una fase peggiore del ‘92 quando in pochi mesi Mani Pulite ha spazzato via la vecchia nomenclatura. Ma la rivoluzione di cui oggi Gaeta è alla testa è una rivoluzione che non stiamo facendo con Di Pietro, ma che parte dal basso, dai voi cittadini. C’è aria di primavera nella nostra città, di una innovazione che toccherà tutta l’Italia e di cui noi siamo portatori”.

Ballottaggio: nessun apparentamento

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Per il ballottaggio del 10/11 giugno a Gaeta tra Massimo Magliozzi (Cdl) e Antonio Raimondi (civico) non ci sarà nessun apparentamento ufficiale dei candidati con liste non passate al primo turno. Tuttavia il quadro delle alleanze e degli appoggi è abbastanza univoco. Tutti i candidati esclusi al primo turno si sono schierati contro l’ex sindaco Magliozzi. Dunque daranno il loro appoggio al candidato civico Raimondi: la coalizione di centrosinistra di Magliuzzi, gli Autonomi di centro dell’ex forzista La Croix, la civica Progetto Gaeta dell’ex di entrambi i poli Lieto.

Diario elettorale/ Il Capitano e l’Americano

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elezionigaeta6_big.jpgSotto il campanile del municipio stanno tutti col naso all’insù. Il vento fa i capricci, il vessillo gaetano bianco e rosso non vuole saperne di infilarsi sul pennone. Fasce tricolori, secche o panciute che siano, non se ne vedono, neanche un commissario per chiacchierar. L’ex sindaco Magliozzi arriva sgommando, parcheggia la sua berlina scura al centro dell’incrocio tra la piazza e il lungomare, scende e stringe qualche mano, si fa una risata, neanche un vigile urbano per multar. Il brigante Ciano passeggia con la telecamerina nella mano, dice che non la vuole posare neanche se diventasse assessore nella giunta del suo amico Raimondi, “sono uno di strada, io”. La banda musicale suona a passo di marcia. Un gruppetto di consiglieri comunali mancati confabula ai tavoli del bar. Qualche santino elettorale stracciato e calpestato spunta agli angoli dei marciapiedi. I santi quelli veri, quelli patroni della città, stanno invece per uscire in processione. Ma a quale santo si voteranno Anthony l’Americano e Massimo il Capitano per la sfida elettorale che li attende, la resa dei conti del secondo turno? “Il ballottaggio che non ti aspetti” ha titolato Il Messaggero all’indomani dei risultati. Qualche giornale locale parla di “laboratorio politico”. “E’ una città drogata dall’antipolitica” secondo gli umori spiazzati di certa destra e certa sinistra. “E’ una terra che vuole risorgere” dicono i più convinti nella tribù dei raimondiani. Certamente pare assai volubile questa Gaeta sospesa tra un voto e l’altro, sballottata dalle sirene del ballottaggio comunale, questo paese anguilla che non vuole concedersi mai completamente e, difatti, quando va a votare celebra le croci e le delizie del “voto disgiunto”, vera novità di quest’ultima tornata elettorale. [continua]

Sempre più lontano

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2giugno.jpgSfogo di Giuseppe A. Veltri, da Londra, sul suo blog, una questione su cui è difficile alzare le spalle. “Non saprei dirvi quando si sia verificato. Forse qualche mese fa o forse da più tempo. Non saprei dirvi quando ho perso la speranza che l’Italia possa diventare migliore di quello che e’ e che fosse nel mio futuro viverci. Non sono una persona che getta la spugna facilmente, chi mi conosce lo sa, ma ora, lo sento, ho perso la speranza. Non e’ stato particolarmente traumatico, non e’ stato come scoprire di aver fatto un madornale errore o di essere stati incredibilmente stupidi. E’ stato, piuttosto, come l’accettare qualcosa di ineludibile, un po’ come si accetta l’inevitabilità della morte e si viene a patti con essa. Quando ero all’università, ripetevo con alcuni cari amici il mantra ‘Il mondo e’ cambiato, nonostante lo scetticismo degli intellettuali e la paura dei deboli’. Il mondo, l’Italia meno. Ho perso la speranza e mi e’ rimasta soltanto rabbia. Una rabbia antica, amara, meridionale, che arde impetuosa e mi impedisce di essere indifferente. Qualcuno mi disse ‘Tu hai due condanne: sei italiano e sei meridionale. Prima devi fuggire dal meridione e poi devi fuggire dall’Italia’. Aveva ragione…”.


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