I saluti del Commissario

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Lo stimato commissario prefettizio Bruno Frattasi, nell’atto di lasciare il Municipio alla nuova amministrazione regolarmente eletta, incontra il “non-candidato” LDC: “Ah si, lei è stato un candidato virtuale, ricordo, come no. Ho visto anche sue fotografie sul magazine del Corriere della Sera…”. Qui il video dell’intervista.

Ecco il “caso Gaeta”

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Articolo di Sandra Cervone su Il Messaggero, cronaca di Latina. La città - e questo è il vero messaggio da cogliere - vuole «risorgere», ovvero «tornare a contare» su uno «sviluppo possibile per tutti» e sulla «libertà di autodeterminare il futuro». Chi non ha capito questo è stato battuto doppiamente poiché non è stato in grado di capire la direzione effettiva del “vento” che soffiava forte e voleva travolgere tutto. Un «terremoto positivo» per chiedere con insistenza un «ringiovanimento» della politica, sia dal punto di vista anagrafico che di metodi. Ha ragione Raimondi quando dice che, a vincere, non è stato lui, ma Gaeta: perché è scesa in piazza, perché ha sfidato i poteri forti, perché ha saputo dire «basta» ma anche gridare a voce alta le proprie istanze. Questo è il “caso Gaeta” da studiare e da capire, il “modello” da vagliare ed eventualmente da esportare in altre realtà. Gaeta “laboratorio” politico, dove a vincere sono stati innanzitutto l’affluenza alle urne ed il senso delle istituzioni. Cos’ha fatto Raimondi se non risvegliare nei più la voglia di partecipazione e di impegno attivo? E’ su questo che debbono interrogarsi i partiti tradizionali invece di cercare capri espiatori al di fuori dei propri confini. La folla che, dopo l’esito del ballottaggio, urlava «liberi! liberi!» non aveva altri registi che i cittadini stessi”.

Diario elettorale/ Vince l’Americano

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552586031_f6c9bb00c4_m.jpgAnthony l’Americano ce l’ha fatta. Questo ragazzo un po’ cresciuto che recita poesie ai comizi e studia il colore della giacca da indossare in tv, che parla di rivoluzioni di velluto e caste politiche di abbattere, cita Kennedy e Don Bosco, offre rose alle elettrici e babà agli avversari, sottobraccio a due “listarelle” civiche della società civile, oggi si ritrova sindaco di Gaeta. Il risultato del ballottaggio è stato netto: 7444 voti per Antonio Raimondi, il 56,1%, contro i 5825 andati al suo avversario della Cdl ed ex sindaco Massimo Magliozzi, fermo al 43,9%. Anthony ora guarda la piazza pienissima che lo accoglie festante, i cori che urlano libertà libertà, un tricolore che sventola. Ammira la strategia che lo ha portato fin lì. Contempla le truppe del Capitano Magliozzi mandate gambe all’aria, crollate sulla loro stessa avidità di potenza. Osserva le truppe umiliate del centrosinistra, scavalcate al primo turno e che ora vengono a baciare e stringere la mano, credendo di sentirsi un po’ meno sconfitti. Scruta la fila di quelli sempre pronti a salire sul carro del vincitore, pur di tirare a campare. Se ne sta lì in piedi, dinoccolato e sorridente. Nei suoi occhi soddisfatti passa un lampo di timore. “Ora viene il bello - pensa - ma pure il difficile”. Ringrazia tutti Raimondi, ma sa che la vittoria è solo sua. [continua]

Raimondi è il nuovo sindaco di Gaeta

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Antonio Raimondi è il nuovo sindaco di Gaeta. Il ballottaggio ha visto la vittoria del candidato “outsider” sostenuto da due liste civiche con il 56% (7444 voti), rispetto al candidato della Cdl ed ex sindaco Massimo Magliozzi fermo al 43% (5825 voti). L’affluenza ai seggi è stata alta: ha votato il 69,3% degli elettori, rispetto al 75,3% del primo turno. Un dato superiore sia alla media nazionale (63,2%) sia al precendente ballottaggio gaetano nel 1998 (63,7%). “Questa vittoria di Gaeta è la vittoria della politica e non del politichese” ha commentato a caldo il neosindaco, “noi siamo la Politica con la P, non maiuscola ma gigantesca, enorme”. Per spiegare la sua vittoria, che ha sbaragliato i partiti di centrosinistra così come quelli di centrodestra, sceglie una metafora da navigatori: “siamo entrati in mezzo ai galeoni di quella che sembrava l’invincibile armata e, con barche piccole e snelle, li abbiamo affondati”. In ogni caso il nuovo sindaco di Gaeta me l’aveva detto, proprio il giorno prima, all’uscita dei seggi elettorali ancora aperti. Al minuto 6 del video. Mi aveva abbracciato e mi aveva confessato: “Io devo dire una cosa, caro dottor Di Ciaccio. Se vincerò lo devo a lei, perché lei si è ritirato”. Quindi sono il vincitore morale? “Si, ma tanto i vincitori morali non contano”.

Ballottaggio Gaeta, dati e risultati

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>> Ministero dell’Interno: risultati in tempo reale - affluenza
>> Il sito del Comune di Gaeta con i dati delle sezioni
>> Dati, exit poll e notizie in tempo reale su Telefree.it

Prima del ballottaggio

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magliozzi_raimondi.jpgIeri sono stato agli ultimi comizi e ho scattato un po’ di foto. C’erano striscioni e c’erano rose, mani alzate e qualche lacrima, ma climi completamente diversi da un candidato all’altro, dal Capitano all’Americano. La sera c’è stato un concerto di Anna Tantagelo e Gigi D’Alessio a favore del candidato del centrodestra, altri ci sono stati e hanno preso nota. In effetti, nell’ultima giornata di campagna elettorale, entrambi i candidati hanno sfoderato dalla manica delle promesse i big per la loro futura giunta comunale, dal dj Coccoluto al cantane D’Alessio. Domani, finalmente si vota. Su telefree.it ci sono gli ultimi appelli elettorali: l’appello di Magliozzi e l’appello di Raimondi. Su golfotv.it c’è un’intervista doppia, stile Iene, ai due candidati.

“Io sono Nessuno”

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Lettera di “una cittadina naufraga” sul sito Telefree.it. Io sono Nessuno, come Ulisse nell’antro di Polifemo. E come Nessuno sono arrivata in capo al mondo, ho sfidato il mondo, la furia di Nettuno, il Sole, i giganti, Lestrigoni e Ciclopi, e ho vinto. Solo nella mia città, questa città che ha tanto il sapore di una lontana Itaca, non sono arrivata, non sono stata ascoltata, non ho avuto la mia possibilità. Perché? Perché io sono Nessuno, non sono l’ ‘amica di’, la ‘cugina di’, per questo sono rimasta lontana, e il mio seppure non domato spirito ho sospinto al largo per fuggire l’insidia. Ma in fondo a questo cuore ho sempre saputo che né Calipso, né Circe il mio animo hanno piegato, che a nulla giova un ricco splendido albergo a chi vive in terra straniera. E ora finalmente sento che il vento ha cambiato direzione, che forse torna a gonfiare le vele, che offre a chi è naufrago l’opportunità di superare il canto mendace delle Sirene e tornare a crederci, e a sperare. Per questa speranza rinata allora chiediamoci di cambiare il mondo. E se non possiamo cambiare il mondo, allora chiediamoci di cambiare questo nostro piccolo mondo, di rinnovare, di ricostruire. Forse molto, troppo, abbiamo perso, ma molto ci resta: forse non siamo la forza che in altri tempi avrebbe mosso la terra e il cielo, ma siamo ancora gli stessi, con la stessa voglia di lottare, di cercare, di trovare e di non cedere. Torniamo a volere la nostra Itaca. E se la troveremo povera non per questo Itaca ci avrà deluso. Fatti ormai saggi, con tutta l’esperienza addosso, già noi avremo capito ciò che Itaca vuole significare.
Una cittadina naufraga
P.S. Ringrazio Omero, Tennyson, Kavafis e Saba per l’aiuto nella redazione di questo messaggio”.

Diario elettorale/ I veleni

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elezionigaeta7big.JPGFurie che si abbattono nel venticello della sera, abilità oratorie sfoderate come mitraglie, senza esclusione di colpi, minacce che trasudano negli angoli della città. Alla fine di una campagna gaetana che pare non finire mai vola di tutto. Stracci, veleni e qualche insulto. Il Capitano e l’Americano battono palmo a palmo il terreno della città, spuntano tra le frequenze radiofoniche e televisive, conquistano i siti internet locali dove i loro ultras si scannano allegramente. Una campagna al vetriolo, come nessun gaetano di buona memoria ricordava. Pure il vecchio sindaco diccì Pasquale Corbo, che ne ha viste tante e ora ha deciso di testimoniare il suo appoggio all’outsider Raimondi, se ne è accorto a sue spese. Mesi fa l’aveva detto: “Gaeta è una città bellissima, ma i suoi abitanti a volte sono infidi, dotato di una formidabile capacità di odio”. Pareva echeggiare il solito epiteto gaetano della “razza caina”. E perfino quel “paradiso abitato da diavoli” a cui spesso Benedetto Croce paragonava il Meridione. In questa settimana, il vecchio Corbo, si è ritrovato tirato per i piedi dai suoi avversari, che ai suoi forbiti discorsi hanno risposto in maniera, diciamo così, alquanto spicciola: “Ancora si permette di parlare, ma se sta più morto che vivo!”. Quanti diavoli, insomma, si aggirano per il paradiso gaetano alla vigila del voto. L’avvocato Matarazzo, immarcescibile marpione democristiano, urla e sputacchia dai palchi dei comizi del centrodestra che Raimondi è “un’idiota”, per precisare subito dopo con tocco puerilmente sopraffino: “nel senso greco del termine”. E quelli delle sue liste civiche sono “pirati senza anima, assetati di sangue”. E giù con una valanga di insinuazioni da lasciare intontita perfino la scafata platea dei sodali del centrodestra. Pare già di sentire le cannonate sullo sfondo. E il masaniello Antonio Ciano, a fianco del suo alleato Raimondi, gli replica con una durissima invettiva, contro “gli avvocaticchi pidocchi”, “i delinquenti politici”, “la casa delle libertà che presto diventerà casa circondariale”, rivela il compenso percepito da Matarazzo come avvocato di quella autorità portuale su cui da un giorno all’altro cessò le sue obiezioni, e poi mostra le carte - svelate dal commissario prefettizio, su cui la Finanza sta indagando - degli sprechi e dei clientelismi del Comune di Gaeta negli ultimi anni, con tanto di nomi, cognomi e somme, figli, sorelle, mariti, amanti e chi più ne ha più ne metta. Si attendono altre repliche, altre controrepliche. Si combatte senza esclusione di colpi e senza riguardo per nulla. “Non ci capisco più un cazzo!” declama il Capitano Magliozzi con le vene gonfie sulla nave che affonda. “Ve ne dovete andare affanculo!” urla il pubblico di Antonhy l’Americano pronto al sorpasso finale e lui senza scomporsi fa si con la testa. Ai comizi la gente assiste in parte suggestionata e in parte impassibile. Come se questi giorni di veleni e di urla fossero la necessaria catarsi per un’epoca nuova, il rito sacrificale su cui immolarsi di fronte al bivio che sancirà il futuro di Gaeta. E’ una scelta storica quella di domenica e lunedì? Si. E’ uno scontro tra due Gaeta al bivio? Insisto: si. E’ una battaglia per riprendersi il futuro dai diavoli che lo hanno sottratto agli abitanti di questo bel paesone? Ebbene: si. [continua]

E Raimondi prepara l’ultimo sorpasso

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Articolo di Sandra Cervone sulla cronaca di Latina del Messaggero di oggi. Sarà un concerto di Anna Tatangelo a concludere la campagna elettorale di Massimo Magliozzi e la Casa delle Libertà, questa sera, a Gaeta. Dopo i comizi e prima del silenzio di riflessione, quindi, una bella voce per invitare gli elettori a ridare fiducia all’ex-sindaco. «Ho fiducia nei cittadini -dice Magliozzi- il mio punto di forza è proprio nell’approccio che ho sempre avuto con la gente. E sento che non mi deluderà».  Ma anche il suo avversario, Antonio Raimondi, sente che Gaeta vuole lasciarsi guidare da lui verso la rinascita, la «rivoluzione pacifica» nata «dal basso» addirittura un anno fa. Anthony - come lo chiamano i suoi - vuole inaugurare una «nuova stagione politica», diversa, che «anticiperà quanto accadrà presto in tutta Italia». Non il «trionfo dell’antipolitica», come gli rimproverano gli avversari, ma una «primavera» che darà, ai più, entusiasmo e voglia di partecipazione attiva. «A vincere non sarò io - ripete Raimondi nei comizi - ma sarà il popolo di Gaeta». Accompagnato dall’ex-sindaco Pasquale Corbo e dal fedele alleato Antonio Ciano, Anthony ha condotto una campagna elettorale particolare che ha già attirato l’attenzione dei media nazionali che parlano di un “caso Gaeta”. Ma gli avversari non ci stanno e continuano a guardare con diffidenza il suo exploit, cucendogli addosso etichette e sputando, non di rado, veleni. Eppure i confronti diretti tra Magliozzi e Raimondi sono stati all’insegna della cordialità, come si addice a due candidati che si sfidano democraticamente per diventare primi cittadini di una comunità. Una comunità moderata che chiede risposte alle proprie istanze di miglioramento”.

In mezzo al faccia a faccia

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conf.jpgMancano due giorni alla chiusura definitiva della lunga campagna elettorale gaetana. Il clima in città si è fatto piuttosto teso, e i due avversari sono ai ferri corti. Intanto Telefree.it ha organizzato una serie di confronti tra i due candidati al ballottaggio delle elezioni gaetane, Magliozzi e Raimondi. A moderarli sono stati chiamati vari giornalisti e freelance dell’informazione locale. Il sottoscritto ha avuto il compito di chiudere la serie. Gli ho chiesto qualcosa sull’economia, sulla redistribuzione sociale (su cui la giunta Magliozzi ha operato in maniera come minimo opaca) e sugli immancabili primi cento giorni di governo. Si può vedere qui.


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