Lettera da Sabelli. “Verso nuove mete”

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Lettera al candidato, di Claudio Sabelli Fioretti sul suo blog. “Caro LDC, o viene fuori qualche intercettazione (telefonate con un trans-torinese o anche con trans-trentino andrebbero benissimo) oppure avrà difficoltà a farsi eleggere sindaco di Gaeta. Non potrebbe confessare qualche tangente? Non potrebbe tentare di comprare il Corriere della Sera (se non tutta l’azienda almeno una copia)? Non potrebbe picchiare a sangue un tifoso del Manchester? Ma i suoi spin doctors che cosa le dicono?”

La risposta. “Caro Sabelli, la scorsa settimana ho deciso di sondare personalmente il terreno della campagna gaetana. Abbiamo distribuito manifesti e adesivi da collezione (si possono vedere qui) che hanno lasciato i passanti della ridente cittadina colmi di fascinazione e stupore. In essi veniva sottolineata la mia figura aliena alle dinamiche politiche e alle ciance locali: “Un marziano?”. “Mio cugino quello strano?”. “Flavia Vento”. Alla fine mi sono arrivate pure insistenti offerte di candidatura da parte di altre liste. Sabato scorso, al party elettorale gemellato con Obama, ho lanciato, con successo, il Comitiva Day alternativo al Family Day. I miei spin doctors comunque dicono: “Bazzecole, noi vogliamo conquistare la terra!””.

Reazioni/ “E’ meglio un candidato fuori dai giri”

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Lettera di Alessandro Ceratti (dal blog di Sabelli Fioretti). “Leonforte mette in dubbio la capacità operativa di LDC come futuro sindaco. Io trovo che non sia giusto lamentarsi così spesso che la politica sia diventata una professione e poi rimproverare a qualcuno di non essere un professionista della politica. Gli domanda: “ha mai gestito un appalto per milioni di euro, Luca?”. Credo che non l’abbia mai fatto, così come non l’avevo fatto io prima di diventare assessore. Poi mi ci sono trovato dentro per l’appalto della raccolta dei rifiuti (il primo o il secondo per importo del mio comune, circa 1.100.000€ annui) e insieme con l’ufficio abbiamo ottenuto nel 2006 gli stessi prezzi di 5 anni prima. Scusate se è poco. Non dubito che Luca possa fare lo stesso, se non meglio. Io credo che essere fuori dal giro sia un vantaggio piuttosto che una debolezza, in particolare se non si vuole diventare un ingranaggio di quel “giro”. E comunque in generale i sindaci non sono in carica per le loro virtù manageriali ma per altre “qualità” su cui forse spesso è meglio non indagare”.

Reazioni/ “Per fare il sindaco ci vogliono palle”

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Lettera di Antonio Leonforte da Roma (dal blog di Sabelli Fioretti). “Se capisco bene non è uno scherzo. Luca si candida davvero. Molto simpatico. Però mi chiedo: ha mai gestito un appalti per milioni di euro, Luca ? Ha mai affrontato battaglie difficili in un clima intimidatorio e circondato da una burocrazia che vive di un sotto-potere polverizzato e inamovibile ? E’ in grado di controllare un organico di qualche centinaio di persone fortemente sindacalizzate ? Ha la personalità e la credibilità per controllare almeno in parte gli interessi forti (e non sempre legali) che operano nella zona che si propone di amministrare ? Molto simpatica, l’idea delle primarie per la First Lady. Bella laurea, quella in scienze della comunicazione, ti aiuta a concepire queste idee così glamour. Ma a Gaeta per governare veramente (come servirebbe) secondo me ci vogliono - perdonerete l’eufemismo, le palle. Ed il nostro Luchino, per quanto simpatico e comunicativo, finirà per essere spazzato via (se si opporrà) o per fare il burattino (se si piegherà). Ma la cosa più triste è che, nonostante tutto questo, Luca resti probabilmente preferibile alla maggior parte degli altri candidati. Votare per lui sarà il grido di dolore (a mio parere senza speranza) di una cosiddetta società civile costretta a vivere in questo simulacro di democrazia nel quale il potere è sempre e comunque gestito dalle stesse oligarchie (industriali, bancarie, mafiose)”.

Il saluto del brigante Ciano

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ciano3.jpgAnche Antonio Ciano, vero eroe pop dell’universo gaetano, dice la sua sul nostro progetto di candidatura da Spaghetti Spin Doctors. Ciano è il tabaccaio scrittore mezzo comunista e mezzo borbonico che - nel giro degli ultimi cinque anni - si è reinventato “Masaniello dell’etere” con la fondazione di Tele Monte Orlando, prima tv di strada in Italia a cui ora è stato dedicato anche un film-documentario di due giovani registi italo-tedeschi, è il fondatore di partiti e leghe del sud oltre che pluri-candidato alle elezioni, come quando, anni fa, si lanciò in corsa nientedimeno che per il Parlamento Europeo, scandendo dal palco dei comizi uno dei suoi più memorabili slogan: “Aggia’ purtà la tiella di polipi a Bruxelles!”. Il brigante dell’etere Ciano, verso cui qui si nutre sincera stima e amicizia, oggi è impegnato anche lui nelle elezioni gaetane 2007, con una sua lista alleata della civica Raimondi che dovrebbe chiamarsi “Riprendiamoci Gaeta”. Ma ci ha dedicato, via Telefree.it, il suo pensiero a proposito della politica come parodia. “Oggi la politica è tutta una parodia. A Gaeta il candidato del centro sinistra è persona per bene ma non è mai stato di sinistra; il candidato a sindaco del centrodestra non è mai stato di destra ma proviene dall’estremismo di sinistra; il candidato a sindaco dell’Autonomia di Centro viene dal partito Socialista; il candidato a sindaco che si agita come esempio ha una condanna del Tribunale di Latina per aver fregato 43 milioni di lire, vecchio conio, a degli ignari cittadini. Il candidato a sindaco Udc, uomo per bene, penso farà tre passi indietro e appoggerà Magliozzi”. E ancora: “Forza Luca, dai una lezione a tutti noi!”.

First lady: “Posso essere gay?”

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Sempre nei commenti del mio blog principale, il blogger Amico Ascoltatore mi rivolge un’accorata e frocissima domanda: “Ma è indispensabile essere una lei per essere la tua first lady?”. Mio caro Amico, ascolta bene: assolutamente no. Ti pare? Il mio appello vuole andare dritto al cuore di chi si sente first lady nell’animo, quello si un requisito imprescindibile. Per il resto, rivendichiamo di essere post-politici e persino un po’ post-sessuali. Pur mantenendo fermo il rispetto dell’istituzione familiare. Ordunque, fatevi avanti, tutte e tutti voi che vi sentite first ladies, tutte e tutti voi che volete amare la città, tutte e tutti voi che sentite l’ardore morale nelle circoscrizioni del vostro cuore. Poi per eventuali pratiche di scambismo, a maggio c’è sempre la piazza del Family Day.

First lady: “Posso essere comunista?”

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Mi scrive Silvia Palombi, nei commenti del mio blog principale: “Non cercare più! Sono io la firts donna per te. Riassumo un dna insalata di riso, limitandomi ai tre rami più vicini: bisnonni paterni e bisnonno materno marchigiani, bisnonna materna discendente da noto rivoluzionario corso; nonno paterno, nonna materna romana, nonna paterna bellanese con ascendenti austriaci e spagnoli, nonno materno non pervenuto, mamma ciociara, papà romano. Sottoposta a ogni rinnovo di documenti allo sguardo interrogativo e un po’ scocciato dell’impiegato dell’anagrafe mi porto dietro identità conflittuali ma coerenti tra loro: Silvia Paola Maria Beatrice Guglielmina Ginevra. Ma dove la trovi un’altra così? Il fatto che io sia comunista rappresenta un problema?“. Cara Silvia, essere comunista non è un problema, peraltro il rosso sta tornando di moda e gli arredamenti vintage alla Goodbye Lenin oggi tirano più della solita paccottiglia Ikea. Quindi figurati, tutte le identità sono benvenute, al giorno d’oggi.

Vi sentite first lady?

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Le prime candidature stanno arrivando. Ne aspettiamo altre. Ma il nostro affezionato Pier Franco Schiavone (dal blog di Sabelli) mi rimprovera, puntando il dito sulle contraddizioni in seno al popolo: “Perché first lady? Il popolo vuole capire. Dillo che stai cercando una brava donna che t’aiuti ad affrontare questo grave impegno per il bene della gente di Gaeta. Dietro ogni grand’uomo c’è una grande donna, mica una grande first lady”.

Reazioni/ “Rendi la città più appetibile”

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Lettera di Vittorio Grondona da Bologna (dal blog di Sabelli Fioretti). “Durante il servizio militare Gaeta era nominata con terrore. Nel lavoro Gaeta rappresenta il luogo ideale per tenervi le riunioni numerose. Il mare (Oasi Blu) è gestito dal WWF per scopi scientifici e didattici. Cittadina splendida, quindi, ma di nomea molto seriosa. LDC è molto giovane e pieno di buone energie… Sono sicuro pertanto che una volta sindaco renderà la sua città appetibile anche per altre cose più allegre… O forse queste cose ci sono già ed io e qualcun altro non lo sappiamo?…”.

Reazioni/ “Melius re perpensa, anche per te”

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Dall’articolo di Michele Ciorra pubblicato sul portale Telefree.it e poi sul quotidiano locale “Il Territorio” nei giorni scorsi. Che stupidata l’essersi parlato addosso quando l’amico Luca Di Ciaccio, causa l’aver affrontato da vero allievo di Lucilio l’evento elettorale che a breve si terrà nelle terre dominate dall’imperiosa mole del mausoleo munaziano, ora rischia la sua incolumità perché additato all’ira funesta dei pashtun locali! Non ragioniam di lor ma guarda e passa, geniale Luca. Non ragioniam di chi un dì avvezzo “all’antimarrazzian linguaggio” or disdegna quello del tuo amico brigante, ma tieni nel dovuto conto quelli che - te, me ed altri non pochi coraggiosi - si ergono a fustigatori di un certo luciferino modo di mestare in politica. Più che “in chelle” in queste terre”.

Quelli che “we trust”

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Gli spaghetti spin doctors - quelli di Ops - dicono la loro. Il noto blogger Ludik, al secolo Luca Di Ciaccio, si candida a sindaco di Gaeta, sua città natale.Di Ciaccio compie un triplo salto: passa dalla realtà virtuale a quella fenomenica, passa dal commentare la politica italica a farla e, infine, da blogger fenomenale diventa un fenomeno politico supportato da noti blogger italiani. Il buon Di Ciaccio, che Velardi lo abbia in gloria, è il caso della comunicazione politica del momento. Col suo incedere stralunato, col suo timido biascicare, raccoglie consensi, oramai non solo più sul web, sempre crescenti. I suoi concittadini lo possono vedere sulla seguitissima rete locale TMO spiegare i motivi della sua candidatura. E di Ciaccio già divide gli elettori gaetani come le Superga: o lo si ama o lo si odia. Qualcuno si chiederà come fa?”.


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