Caste e casting

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L’Amaca di Michele Serra su Repubblica di ieri. “I quotidiani di ieri, che con pochissime eccezioni hanno eseguito il “facci sognare” di D´Alema a Consorte come una festosa fanfara, non saranno mica, per caso, gli stessi giornali italiani che (unici sul Pianeta Terra) dedicano ai leader politici dieci o quindici o pagine ogni giorno? E se sono gli stessi, come mai non si rendono conto che la cosiddetta “antipolitica”, inevitabilmente, riguarda anche loro, riguarda il loro casting di ogni giorno, riguarda il vincolo strettissimo e asfissiante che hanno stabilito, da casta a casta, con i politici e le loro parole, non tutte storiche, non tutte indispensabili, non tutte interessanti? Il sistema dei media, e specialmente quello dei giornali quotidiani, viene visto (specialmente dai giovani, che infatti non leggono i giornali) come parte integrante di questa politica, di questo sistema politico, di questi partiti. Non è abbastanza “terzo” per potersi permettere lo spregio del personale politico, perché ogni schizzo di fango sulla politica centra in pieno anche molte prime pagine. Bisognerebbe avere dimostrato ben altra indipendenza dalle trame di palazzo per permettersi di ergersi a giudici della politica stessa. Per il pubblico, che non è scemo, la campagna contro D´Alema oggi, e contro qualcun altro ieri e domani, è solo una campagna politica, non una campagna giornalistica. La differenza c´è. Eccome”.

Sempre più lontano

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2giugno.jpgSfogo di Giuseppe A. Veltri, da Londra, sul suo blog, una questione su cui è difficile alzare le spalle. “Non saprei dirvi quando si sia verificato. Forse qualche mese fa o forse da più tempo. Non saprei dirvi quando ho perso la speranza che l’Italia possa diventare migliore di quello che e’ e che fosse nel mio futuro viverci. Non sono una persona che getta la spugna facilmente, chi mi conosce lo sa, ma ora, lo sento, ho perso la speranza. Non e’ stato particolarmente traumatico, non e’ stato come scoprire di aver fatto un madornale errore o di essere stati incredibilmente stupidi. E’ stato, piuttosto, come l’accettare qualcosa di ineludibile, un po’ come si accetta l’inevitabilità della morte e si viene a patti con essa. Quando ero all’università, ripetevo con alcuni cari amici il mantra ‘Il mondo e’ cambiato, nonostante lo scetticismo degli intellettuali e la paura dei deboli’. Il mondo, l’Italia meno. Ho perso la speranza e mi e’ rimasta soltanto rabbia. Una rabbia antica, amara, meridionale, che arde impetuosa e mi impedisce di essere indifferente. Qualcuno mi disse ‘Tu hai due condanne: sei italiano e sei meridionale. Prima devi fuggire dal meridione e poi devi fuggire dall’Italia’. Aveva ragione…”.

“Politici, tagliate qualche privilegio”

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Un articolo di Adriano Sofri su Repubblica di ieri affronta il sentimento antipolitico che cova e minaccia di dilagare nella società italiana, insieme alle fondate polemiche sui privilegi della “casta” (per dirla con l’ottimo libro di Rizzo e Stella che tanto sta vendendo in queste settimane). Nel Paese che vanta, all’incirca, i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti d’Europa. “Che credito riformatore può pretendere una politica che non mostri di saper riformare se stessa? Ora lo scandalo attorno al quadro di una politica romana e simoniaca raggiunge gli occhi di tutti, compromettendo il credito di legislatori e governanti. Sono passati anni da quando una maggioranza popolare schiacciante votò per abolire il finanziamento pubblico dei partiti. Sono passati anni da quando una ventata ripulitrice ed epuratrice bastò a spazzare via un regime politico, per instaurarne uno ancora più spregiudicato - e pregiudicato. Ora, d´un tratto, tutti ne parlano. Che la politica di professione si sia trasformata in un blocco sociale vasto e chiuso non è la novità (caso mai è impressionante la rapidità della sua accumulazione): la novità sta nell´aria che tira fuori. Stella e Rizzo avrebbero potuto scrivere il loro libro cinque anni fa, avrebbero venduto bene, non avrebbero fatto saltare il banco. (Ce ne furono, infatti, di libri buoni). Pietro Citati non avrebbe scritto l´articolo che ha scritto qui. Le inchieste televisive, per convinzione, o perché fiutano l´affare, mettono alla gogna la politica di mestiere, e la gente si divide fra chi sta in fila a sorteggiare una vincita al collocamento politico e chi ne sta fuori, per forza o per amore, e aspetta solo di vederlo rovinare facendo scorta di monetine. La gente nei bar parla delle pensioni dei parlamentari e delle comunità montane di pianura con la competenza accanita con cui litiga sul calcio. L’affare della politica di professione è diventato troppo grosso per non compromettere la stessa libertà del governo. Del resto è anche un´occasione per il riscatto della politica, prima del temporale. Il riscatto della politica non può venire senza un ragionevole ritorno alla partecipazione volontaria, e al peso della passione gratuita: al contrario, succede che lo stesso volontariato diventi un gradino della carriera parastatale. Intanto piccoli pifferai crescono, nei blog, nella “società civile”". E oggi, ancora su Repubblica, un’analisi di Ilvo Diamanti racconta gli italiani felici nonostante la politica, immersi nello scetticismo.

Voto hard

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Questa ancora non l’avevo mai sentita. “BRUXELLES - Aveva già fatto parlare di sé facendosi fotografare nuda per una serie di manifesti elettorali. Ma Tania Dervaux, presunta candidata belga al Senato, è andata ben oltre: «sesso orale in cambio del tuo voto». A 40 mila elettori. Una provocazione, senza dubbio. Anche perché la giovane leader del partito Nee aveva iniziato la sua campagna promettendo 400 mila nuovi posti di lavoro, spiegando però che si trattava di «una parodia, per rispondere alle cifre ridicole promesse dagli altri partiti»”. La notizia su corriere.it.

La geografia mobile del Paese provinciale

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sindaci.jpgArticolo di Ilvo Diamanti su Repubblica di oggi. Siamo un Paese instabile. Non solo dal punto di vista politico. Non solo dal punto di vista psicologico. Ma anche geografico. La nostra mappa: sta cambiando rapidamente sotto i nostri occhi. Senza un disegno istituzionale. Senza un progetto territoriale. Sulla spinta di iniziative politiche e popolari diffuse. Che spostano i confini delle regioni e delle province, la collocazione dei comuni. Così, un anno dopo l’altro, scopriamo una geografia diversa. […] Negli ultimi dieci anni, infatti, si è determinato uno squilibrio crescente fra i compiti (sempre più ampi) e le risorse (sempre più scarse) dei governi locali. Fra le aspettative dei cittadini e le reali possibilità di risposta dei sindaci e dei governatori. I quali, attraverso questi “movimenti”, tentano, dunque, di guadagnare consensi. Oppure di deviare i dissensi (e l’insoddisfazione dei cittadini) in altra direzione. Su altri bersagli. Lo Stato centrale; ma anche le Regioni. Incapaci di garantire loro le prestazioni e i benefici che, altrove, potrebbero ottenere.

Mezzo milione di italiani vive di politica

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In Italia o vinci la lotteria o ti butti in politica. Il risultato è lo stesso: una vita al riparo dalle difficoltà economiche. Questo devono aver pensato gli oltre 400mila cittadini che oggi vivono di politica: deputati, assessori, consiglieri locali e consulenti. Un esercito, che costa caro alle casse dello Stato: oltre tre miliardi di euro, all’anno. A lungo la politica ha promesso interventi d’austerity. Ora ci prova Romano Prodi e il suo ministro per l’Attuazione del programma, Giulio Santagata, che annunciano un disegno di legge ad hoc, entro fine maggio. «I costi della politica - ha detto il premier - sono esplosi». [articolo di Repubblica, continua qui]

Propaganda da collezione!

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Finalmente, nella sezione Multimedia del blog del Candidato, sono disponibili i materiali della propaganda “LDC per Gaeta”. Guardate e scaricate gli adesivi e il manifesto più ricercati della campagna gaetana!

Vi sentite first lady?

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Le prime candidature stanno arrivando. Ne aspettiamo altre. Ma il nostro affezionato Pier Franco Schiavone (dal blog di Sabelli) mi rimprovera, puntando il dito sulle contraddizioni in seno al popolo: “Perché first lady? Il popolo vuole capire. Dillo che stai cercando una brava donna che t’aiuti ad affrontare questo grave impegno per il bene della gente di Gaeta. Dietro ogni grand’uomo c’è una grande donna, mica una grande first lady”.

Il giorno X è deciso: si vota il 27/28 maggio

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tempo.JPGIl Consiglio dei ministri ha stabilito la data del voto per le prossime elezioni amministrative, con una decisione che sarà formalizzata nei prossimi giorni. Il primo turno delle elezioni si terrà il 27 e 28 maggio. Eventuali ballottaggi si terranno il 10 e 11 giugno. Alle urne andranno poco più di 12 milioni di cittadini, dei quali 8,5 per le comunali e 3 milioni e 600 mila per le provinciali. Sono 958 i Comuni chiamati al rinnovo delle amministrazioni. Di questi, 170 sono superiori ai 15 mila abitanti (tra cui 29 capoluogo) e 788 inferiori. Ai Comuni si aggiungono poi 8 amministrazioni provinciali. Nella nostra provincia di Latina, andranno al voto 10 Comuni, tra cui Gaeta. Ad oggi, nelle varie città nel sudpontino il quadro politico ai blocchi di partenza risulta ancora molto frammentato. Alla presentazione ufficiale delle liste manca poco più di un mese.

Daniele è libero

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mastro1.jpgPiove a dirotto su Gaeta ma è una bella giornata. Daniele Mastrogiacomo è libero, finalmente. E anche in paese si respira aria di festa. Il fratello e altri parenti del giornalista rapito in Afghanistan vivono a Gaeta, dove gestiscono un albergo nella parte medievale della città. Collegamenti, foto, stretti di mano degli amici, delle forze dell’ordine, felicitazioni della gente comune. Si brinda nell’hotel Gajeta, si suonano le campane a festa della vicina chiesa di San Giacomo. E il fratello Alessandro dice ai giornalisti: “Obbligherò Daniele a venire a Gaeta e ringraziare questa città straordinaria che ci ha fatto sentire il proprio affetto e che è stata in ansia per noi”.


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