La città

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A GAETA CI SONO…
Tanto per fare l’appello. Breve guida in forma di link e di parole-chiave.
Gaeta.
“Ma non è un’isola?”
E’ un comune di 22.517 abitanti, posizionato sul livello del mare nella parte bassa della Provincia di Latina, sede Arcivescovile, sede del Parco Regionale Riviera di Ulisse, dista circa 120 Km da Roma e 80 Km da Napoli, da il nome all’ononomo golfo.
Secondo Virgilio nell’Eneide, confermato da Dante nell’Inferno della Divina Commedia, la città deriva il suo nome dalla nutrice di Enea, Cajeta, sepolta dall’eroe troiano durante il suo viaggio lungo le coste laziali. I primi insediamenti nel territorio di Gaeta risalgono al VIII secolo a.C. Durante il periodo romano diventa un luogo di villeggiatura molto rinomato, frequentato da imperatori, patrizi, consoli e senatori. Con la decadenza dell’impero romano d’occidente vive un periodo di cadute, sacchegghi e invasioni barbariche. Diviene un “castrum” fortificato. Nel VIII secolo d.C. e per tre secoli è un ducato indipendente, dotato anche di una propria moneta, il “follaro”. Nei secoli successivi attraversa varie dominazioni: Altavilla, Svevi, Angioini, Aragonesi, spagnoli, borbonici. Vengono tirati su due castelli e varie cinte murarie, dal 1500 diventa “la piazzaforte del regno di Napoli”. Ospita l’antipapa Clemente VII nel 1378 e il papa Pio IX nel 1848. La flotta pontificia parte dal suo porto, nel 1571, per combattere la battaglia di Lepanto contro gli ottomani, e ne torna vincitrice donando lo stendardo di Lepanto alla cattedrale gaetana, quella dedicata a Sant’Erasmo, protettore della città. Subisce quattordici assedi: da quello che nel 1140 se la annette al regno di Sicilia fino a quello che nel 1861 la fa capitolare alle truppe piemontesi, da “fedelissima” borbonica quale era, dando inizio al Regno d’Italia. Inzia una lenta decadenza.
Dal 1897 al 1927 il Borgo fuori le mura, quello che poi sarà identificato come Porto Salvo, popolato da pescatori e contadini, diventa comune autonomo sotto il nome di Elena, in riverente omaggio alla principessa dei Savoia. Il regime fascista fa traslocare la città dalla provincia campana di Terra di Lavoro a quella laziale della nascente Littoria, che poi sarà Latina. Nella seconda guerra mondiale subisce pesanti bombardamenti, e il 19 maggio 1944 viene liberata dall’esercito americano che nel dopoguerra vi impianta una sua base.
Nella seconda metà del Novecento vive periodi di boom e di declino, fasi di espansione e di stagnazione, l’apice e poi la riduzione della presenza militare italiana e straniera, una parziale industrializzazione poi perduta e un’offerta di turismo mai consolidata, costruzione indiscriminata di nuovi quartieri e demolizione di parte delle vecchie mura fortiticate per far spazio al moderno lungomare. L’ultimo piano regolatore risale al 1972. Nella Prima Repubblica è governata in maggioranza dalla Dc. Dopo il 1994 manda al potere due giunte di centrosinistra guidate dal diessino D’Amante e una giunta di centrodestra guidata dal forzista Magliozzi, commissariata a fine mandato.
Nel 2001 vi nasce il fenomeno delle “telestreet” con l’emittente Tele Monte Orlando, che trasmette su scala cittadina risultando molto seguita dalla popolazione.
No, non è un’isola. Forse nel Pleistocene.



